“Era un uomo straordinario”: Sebino Nela, tutta Roma piange all’unisono | È stato un’icona del calcio italiano

Sebino Nela, il ricordo è commovente e struggente. Tutta Roma in lacrime per ricordare un simbolo della storia dei giallorossi.
Sebino Nela è stato un calciatore molto amato dalla tifoseria della Roma. Nato il 18 luglio 1964 a Rieti, iniziò la sua carriera nelle giovanili dei giallorossi. Si distinse sin da giovane per la sua capacità di giocare in vari ruoli tra difesa e centrocampo, diventando uno dei simboli della squadra negli anni ’80 e ’90.
Esordì in prima squadra con la Roma nella stagione 1983-84, una delle più significative della storia del club, che culminò con la finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori contro il Liverpool. Sebino si affermò come un difensore di grande intelligenza tattica, ma anche bravo a spingersi in avanti.
Giocò per la Roma fino al 1994, totalizzando oltre 200 presenze e diventando un elemento fondamentale per la squadra nelle stagioni che portarono alla vittoria della Coppa dei Campioni nel 1986 e della Supercoppa italiana nel 1991.
La sua carriera fu segnata da diversi infortuni che ne limitarono la continuità, ma il suo impegno in campo e la sua dedizione alla maglia della Roma lo resero una figura molto amata dai tifosi. E’ tuttora considerato una delle leggende della storia giallorossa.
Inaugurato campo intitolato a Mazzone, presente anche Nela
Nela è stato uno degli ospiti all’inaugurazione di un campo sportivo a Roma intitolato a Carlo Mazzone, storico allenatore capitolino. A margine dell’evento, ha parlato così del tecnico: “Non ho ricordi particolari di Mazzone, mi avrebbe fatto piacere lavorare con lui. Ci siamo incontrati da avversari, ci sono anche cose carine da raccontare, quando io ero in campo e lui in panchina.
Però, insomma, tutti noi della mia generazione l’abbiamo vissuto sulle panchine di tantissime squadre italiane. Mi fa piacere essere qui oggi e che qualcuno abbia pensato di dare il suo nome ad un impianto sportivo. Mazzone ha portato la sua romanità in giro per tutta Italia.

Nela ricorda Mazzone
E’ stato un allenatore importante, per me anche sottostimato. Questo mondo del calcio oggi è un po’ falso, anche un po’ ipocrita. La mediaticità non fa altro che aumentare queste cose, dove tutti si sentono scopritori di talenti o inventori di qualcosa di tattico. Il signor Mazzone negli anni ’70 giocava a zona. In molti queste cose non le sanno, non le conoscono, o preferiscono non dirle.
Stiamo parlando di un uomo che aveva la sua visione del calcio. Mi sembra che anche Guardiola abbia parlato di lui, sia stato abbastanza chiaro, dicendo di essersi ispirato anche al lavoro di Carlo Mazzone. Quindi avevamo a che fare con un uomo straordinario, ma anche con un allenatore molto bravo”.